La prima regola: il guanto è un DPI, non un accessorio
Il D.Lgs. 81/2008 definisce dispositivo di protezione individuale qualsiasi attrezzatura destinata a essere indossata e tenuta dal lavoratore per proteggerlo contro uno o più rischi che possono minacciarne sicurezza o salute durante il lavoro. Fonte: D.Lgs. 81/2008, art. 74.
Il guanto da lavoro, quando serve a proteggere la mano, è un DPI. Non è un favore dell’azienda, non è un indumento qualsiasi, non è una cosa da scegliere solo per comodità.
Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce anche che i DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, protezioni collettive, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro. Fonte: D.Lgs. 81/2008, art. 75.
Questo punto è importante: il guanto viene dopo la riduzione del rischio alla fonte. Prima bisogna organizzare bene il lavoro, scegliere attrezzature adatte, bloccare bene il pezzo, usare il disco giusto, aspirare polveri e fumi quando serve, evitare posture sbagliate. Poi si sceglie il guanto.
Il guanto non deve servire a coprire una lavorazione sbagliata. Deve proteggere da un rischio residuo che non si può eliminare del tutto.
Cosa deve fare il datore di lavoro
Il D.Lgs. 81/2008 prevede che il datore di lavoro, nella scelta dei DPI, analizzi e valuti i rischi che non possono essere evitati con altri mezzi, individui le caratteristiche necessarie affinché i DPI siano adeguati a quei rischi, valuti le caratteristiche dei DPI disponibili e aggiorni la scelta quando cambiano le condizioni. Fonte: D.Lgs. 81/2008, art. 77.
Tradotto in officina significa una cosa semplice: non basta dare “un paio di guanti”. Bisogna dare il guanto adatto al lavoro.
Un guanto per saldare non è automaticamente giusto per molare. Un guanto antitaglio non è automaticamente giusto per saldare. Un guanto sottile non è automaticamente sbagliato. Un guanto spesso non è automaticamente sicuro.
Bisogna valutare:
- rischio di taglio da lamiera;
- rischio di abrasione;
- rischio di perforazione;
- rischio di calore;
- rischio di scintille;
- rischio di spruzzi di saldatura;
- rischio di impigliamento;
- presa sull’utensile;
- sensibilità necessaria;
- durata dell’uso;
- sudore e comfort;
- compatibilità con flessibile, saldatura, movimentazione e montaggio;
- stato reale del guanto dopo l’uso.
Cosa deve fare il lavoratore
Il lavoratore non è fuori dal discorso. Il D.Lgs. 81/2008 prevede che il lavoratore utilizzi correttamente attrezzature e DPI, non rimuova o modifichi senza autorizzazione dispositivi di sicurezza, segnali deficienze e condizioni di pericolo e si prenda cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti. Fonte: D.Lgs. 81/2008, art. 20.
Per i guanti significa:
- usare i guanti forniti quando previsti;
- non usare guanti rotti o bucati;
- non modificare i guanti;
- non usare un guanto inadatto solo perché “è quello che c’è”;
- segnalare quando il guanto non protegge più;
- segnalare quando il guanto crea difficoltà di presa o controllo;
- non usare guanti vicino a organi in movimento se la valutazione del rischio lo vieta;
- chiedere chiarimenti se il guanto non è adatto alla mansione.
Il lavoratore non deve inventarsi la scelta tecnica da solo. Ma deve poter dire quando il DPI non funziona nella realtà.
Le norme da leggere sul guanto
I guanti da lavoro seri riportano norme e livelli di prestazione. Questi codici non sono decorazione. Servono a capire contro cosa il guanto è stato provato.
Le norme più importanti in questo contesto sono:
- EN ISO 21420, requisiti generali dei guanti di protezione;
- EN 388, rischi meccanici;
- EN 407, rischi termici, calore e fuoco;
- EN 12477, guanti per saldatori;
- Regolamento UE 2016/425, disciplina europea sui DPI.
Il Regolamento UE 2016/425 si applica ai dispositivi di protezione individuale e stabilisce requisiti per la loro messa a disposizione sul mercato. Fonte: Regolamento UE 2016/425 sui DPI.
Un guanto da officina non dovrebbe essere valutato solo a occhio. Bisogna guardare marcatura CE, norma, livelli e nota informativa del fabbricante.
EN 388: il guanto contro rischi meccanici
La norma EN 388 riguarda i guanti di protezione contro rischi meccanici come abrasione, taglio da lama, strappo e perforazione. Fonte: MAPA Professional, norma EN 388.
Il codice EN 388 normalmente indica più valori. In modo semplificato:
EN 388
Primo valore:
abrasione
Secondo valore:
taglio da lama, metodo tradizionale
Terzo valore:
strappo
Quarto valore:
perforazione
Lettera finale:
resistenza al taglio secondo EN ISO 13997, se provata
Eventuale P:
protezione contro impatto, se presente
Per lavorare lamiera, il rischio meccanico è centrale. Il bordo può tagliare, la bava può graffiare, il pezzo può pizzicare, la lamiera zincata può avere spigoli vivi.
Un guanto per movimentazione e taglio lamiera dovrebbe quindi avere prestazioni coerenti contro abrasione e taglio. Ma serve attenzione: un guanto antitaglio non protegge automaticamente dal calore della saldatura. E un guanto da saldatura non è sempre il migliore contro taglio fine da lamiera.
EN 407: il guanto contro calore, fuoco e spruzzi
La EN 407 riguarda la protezione contro rischi termici come fiamma, calore da contatto, calore convettivo, calore radiante e spruzzi di metallo fuso, secondo il tipo di prova e marcatura.
Nel lavoro di saldatura, smerigliatura e molatura, questo conta perché ci sono:
- scintille;
- spruzzi;
- pezzi caldi;
- bordi appena tagliati;
- calore da attrito;
- contatto accidentale con materiale caldo;
- proiezioni incandescenti.
Però un guanto termico molto spesso può ridurre sensibilità. Se si sta usando il flessibile, una presa meno precisa può diventare un problema. Il guanto deve proteggere, ma non deve peggiorare il controllo dell’utensile.
EN 12477: guanti per saldatori
La EN 12477 specifica requisiti e metodi di prova per guanti di protezione da utilizzare nella saldatura manuale dei metalli, nel taglio e nei procedimenti connessi. Fonte: Sir Safety System, norma EN 12477.
I guanti per saldatori vengono classificati in Tipo A e Tipo B. Le fonti tecniche indicano in generale che il Tipo A è orientato a maggiore protezione con minore destrezza, mentre il Tipo B è raccomandato quando serve maggiore destrezza, ad esempio nella saldatura TIG. Fonte: Certifico, EN 12477 guanti per saldatori.
GUANTI SALDATORE EN 12477
Tipo A:
maggiore protezione,
minore destrezza,
più adatti a lavori pesanti di saldatura.
Tipo B:
maggiore destrezza,
protezione inferiore su alcuni aspetti,
più adatti dove serve precisione.
Questa distinzione è fondamentale. Un guanto molto protettivo può essere giusto per saldare, ma meno adatto quando si deve tenere una smerigliatrice, sentire la presa, controllare il pulsante, montare un disco o rifinire un bordo.
Il caso Tegera 19: buon guanto da saldatura, ma non universale
Il Tegera 19 è un guanto da saldatura in pelle, classificato dal produttore come guanto per saldatura e protezione dal calore. La scheda Ejendals indica EN 388:2016+A1:2018 con codice 2144X, EN 407:2020 con codice 41334X, EN 12477:2001+A1:2005 Tipo A e EN 1149-2. Fonte: Ejendals, TEGERA Welding 19.
Alcune schede tecniche meno recenti riportano codici leggermente diversi, come EN 388:2016 3143X ed EN 407:2004 41314X. Fonte: Scheda tecnica TEGERA 19, versione PDF 2022. Questa differenza può dipendere da aggiornamenti di norma, versione di scheda, mercato o revisione del prodotto. Per uso aziendale va sempre considerata la scheda tecnica aggiornata del prodotto effettivamente fornito.
Il punto non è se il Tegera 19 sia “buono” o “cattivo”. È un guanto da saldatura, Tipo A, pensato per protezione termica e lavori pesanti. Il problema è se sia il guanto giusto mentre si mola o si taglia con il flessibile.
Un buon guanto da saldatura può essere un cattivo compromesso se viene usato per un lavoro che richiede più presa, più sensibilità e controllo fine dell’utensile.
Bisogna cambiare guanti quando si passa dalla saldatura al flessibile?
La risposta più corretta è: spesso sì, può essere opportuno cambiare guanto, ma non per abitudine. Per valutazione del rischio.
Quando saldi, il rischio principale può essere:
- calore;
- spruzzi;
- scintille;
- contatto con materiale caldo;
- radiazione termica;
- protezione dell’avambraccio.
Quando tagli o moli con il flessibile, il rischio cambia:
- presa sull’utensile;
- vibrazioni;
- controllo del pulsante;
- rischio di impuntamento;
- rischio di proiezioni;
- rischio di abrasione;
- rischio di taglio da lamiera;
- rischio di impigliamento;
- sensibilità nel controllo.
Un guanto da saldatore tipo Tegera 19 protegge bene in contesti caldi e gravosi, ma può essere più spesso, meno sensibile e meno preciso rispetto a un guanto meccanico o antitaglio adatto alla smerigliatura. Se mentre si usa il flessibile il guanto rende la presa meno sicura, fa stringere di più, riduce sensibilità sul pulsante o peggiora il controllo, allora il cambio guanti non è una finezza: è una questione di sicurezza.
SALDATURA
Guanto più coerente:
guanto da saldatore EN 12477,
scelto secondo procedimento e rischio termico.
TAGLIO CON FLESSIBILE
Guanto più coerente:
guanto meccanico/antitaglio idoneo,
con buona presa e controllo,
valutando anche calore e scintille.
MOLATURA / SBAVATURA
Guanto più coerente:
guanto resistente ad abrasione e taglio,
con presa stabile,
senza eccessiva perdita di sensibilità.
MANIPOLAZIONE LAMIERA TAGLIENTE
Guanto più coerente:
guanto antitaglio EN 388 adeguato,
scelto in base al livello richiesto.
La combinazione giusta non è un guanto unico per tutto. È un guanto adatto alla fase.
Il guanto troppo grosso può diventare un problema
In officina si pensa spesso che più il guanto è grosso, più è sicuro. Non è sempre vero.
Un guanto troppo grosso può:
- ridurre sensibilità;
- peggiorare la presa sul flessibile;
- far stringere di più;
- affaticare mano e avambraccio;
- rendere più difficile sentire il pulsante;
- peggiorare precisione nel taglio;
- aumentare il rischio di impigliamento se è largo;
- rendere più difficile montare o controllare accessori.
Questo non significa usare guanti sottili dove servono protezioni alte. Significa scegliere il guanto giusto per quel rischio. Il guanto deve proteggere senza trasformare la mano in uno strumento meno preciso.
Il guanto corretto non è quello più spesso. È quello che protegge dal rischio reale senza far perdere il controllo del lavoro.
Guanti e organi in movimento: attenzione all’impigliamento
Con il flessibile il disco è protetto dal carter e non si dovrebbe mai avvicinare la mano alla zona di lavoro. Però esiste comunque il tema dell’impigliamento quando si lavora vicino a organi in movimento, macchine rotanti o parti non protette.
Le istruzioni d’uso dei guanti Ejendals richiamano che i guanti non devono essere usati vicino a elementi o macchinari in movimento non protetti quando esiste rischio di impigliamento. Fonte: Istruzioni d’uso Ejendals Tegera 19.
Questo principio vale in generale. Un guanto largo, consumato, con cuciture aperte o polsino rovinato può aumentare il rischio vicino a parti in movimento. In certi lavori il guanto protegge. In altri può diventare un fattore di rischio. Per questo serve valutazione.
Quanto spesso bisogna cambiare i guanti?
Non esiste una regola seria valida per tutti, tipo “ogni settimana” o “ogni mese”. La legge non dice che i guanti vanno cambiati ogni tot giorni in modo uguale per ogni lavoro. Devono essere mantenuti efficienti e sostituiti quando non garantiscono più protezione.
Il D.Lgs. 81/2008 prevede che il datore di lavoro mantenga in efficienza i DPI e ne assicuri condizioni di igiene, mediante manutenzione, riparazioni e sostituzioni necessarie secondo le indicazioni del fabbricante. Fonte: D.Lgs. 81/2008, art. 77.
Quindi la frequenza dipende da:
- tipo di lavoro;
- intensità d’uso;
- calore;
- scintille;
- abrasione;
- contatto con lamiera tagliente;
- sporco, oli, grassi;
- sudore;
- tagli o buchi;
- cuciture rovinate;
- indurimento della pelle;
- perdita di presa;
- contaminazione;
- istruzioni del fabbricante.
In un’officina dove si salda, si taglia, si mola e si manipola lamiera zincata ogni giorno, il guanto può consumarsi rapidamente. Non va cambiato quando è “distrutto”. Va cambiato quando comincia a non proteggere più bene.
Quando un guanto va cambiato subito
Un guanto dovrebbe essere sostituito subito quando presenta:
- buchi;
- tagli;
- cuciture aperte;
- pelle indurita o bruciata;
- parti consumate sul palmo;
- dita consumate;
- perdita di presa;
- imbottitura schiacciata;
- contaminazione da oli o sostanze non compatibili;
- materiale troppo rigido;
- odore o sporco incompatibile con igiene;
- polsino rovinato;
- perdita della forma;
- danni da scintille o spruzzi;
- marcatura non più leggibile se serve identificarne le prestazioni.
Un guanto bucato non è “ancora buono”. Un guanto bruciato non è “vissuto”. Un guanto indurito può ridurre sensibilità e peggiorare la presa. Un guanto unto può scivolare sull’utensile. Un guanto con cuciture aperte può non proteggere e può impigliarsi.
Un guanto consumato non è un DPI economico. È un DPI che ha già fatto il suo lavoro e non dovrebbe essere costretto a farne un altro.
Come comportarsi con i guanti durante il lavoro
Il guanto va trattato come attrezzatura di sicurezza. Non come straccio.
PRIMA DI USARLO
Controllare tagli e buchi
Controllare cuciture
Controllare palmo e dita
Controllare polsino
Controllare presa
Controllare se è asciutto
Controllare se è adatto alla lavorazione
DURANTE IL LAVORO
Non usarlo per tutto se non è adatto a tutto
Non bagnarlo o sporcarlo inutilmente
Non usarlo su pezzi caldi oltre il suo limite
Non avvicinarlo a parti in movimento
Non usarlo se scivola sull’utensile
Non continuare se la mano perde sensibilità
DOPO IL LAVORO
Far asciugare se umido
Non lasciarlo su superfici sporche o calde
Non schiacciarlo sotto pezzi metallici
Non conservarlo con dischi, sfridi o lamiera tagliente
Segnalare se è da sostituire
Il modo in cui si conserva il guanto influisce sulla durata. Un guanto buttato sul banco tra bave, olio, polvere e pezzi caldi durerà meno e proteggerà peggio.
Guanti per saldare e guanti per molare: perché conviene separarli
In molte officine si usa lo stesso guanto per tutto. Si salda, poi si prende il flessibile, poi si sposta la lamiera, poi si sbava. È comodo, ma non sempre è corretto.
Conviene separare almeno tre categorie:
- guanti da saldatura;
- guanti per taglio/movimentazione lamiera;
- guanti per molatura/sbavatura con buona presa e resistenza meccanica.
Il guanto da saldatore deve gestire calore e spruzzi. Il guanto antitaglio deve gestire bordo vivo e lamiera. Il guanto da molatura deve gestire presa, abrasione, vibrazioni, scintille e controllo dell’utensile.
Usare sempre il guanto da saldatore per molare può essere sbagliato se:
- è troppo grosso;
- fa perdere sensibilità;
- rende difficile tenere il pulsante;
- fa stringere di più;
- peggiora il controllo;
- è già rigido o bruciato;
- scivola sull’impugnatura;
- è troppo largo sul polso.
Usare un guanto antitaglio sottile per saldare può essere sbagliato se:
- non protegge dal calore;
- non protegge dagli spruzzi;
- non copre abbastanza il polso;
- non è certificato per quel rischio termico;
- si rovina subito con scintille e calore.
Cambiare guanto tra saldatura e molatura non è perdere tempo. Può essere il modo corretto di non usare un DPI fuori dal suo campo.
Il guanto giusto per il flessibile
Per usare il flessibile, il guanto deve proteggere ma anche permettere controllo. Non deve essere troppo largo, non deve scivolare, non deve rendere la mano goffa, non deve costringere a stringere in modo eccessivo.
Per taglio e molatura con smerigliatrice, il guanto dovrebbe essere valutato per:
- resistenza all’abrasione;
- resistenza al taglio;
- resistenza allo strappo;
- resistenza alla perforazione;
- presa asciutta e, se necessario, presa su superfici leggermente oleose;
- compatibilità con scintille e calore moderato;
- buona vestibilità;
- polsino non pericoloso;
- sensibilità sufficiente sul comando.
Non si può indicare un solo modello valido per tutti. La scelta deve essere aziendale e basata sul DVR, sulle schede tecniche e sulla lavorazione reale.
Il problema del pulsante e del guanto sbagliato
Se il flessibile ha un pulsante da tenere premuto a lungo, il guanto diventa ancora più importante.
Un guanto troppo spesso o rigido può:
- aumentare la forza necessaria per tenere premuto il comando;
- far perdere sensibilità;
- far stringere di più;
- aumentare fatica di mano e avambraccio;
- peggiorare il controllo del pulsante;
- aumentare il rischio di errore quando si è stanchi.
Questo non significa usare guanti sottili e poco protettivi. Significa scegliere un guanto che protegga dal rischio reale senza peggiorare il carico ergonomico.
In un lavoro dove il flessibile viene usato per ore, la scelta del guanto deve stare insieme alla scelta dell’utensile, del disco, del pulsante, delle pause e della rotazione mansioni.
Guanti e lamiera zincata
La lamiera zincata da 1,5 a 4 mm può avere bordi taglienti, bave, spigoli vivi, residui di lavorazione e superfici scivolose. Dopo taglio e molatura, il bordo può essere caldo e irregolare.
Per manipolare lamiera zincata, il guanto deve proteggere soprattutto da:
- taglio;
- abrasione;
- graffi;
- bave;
- perforazione;
- scivolamento;
- calore residuo se il pezzo è stato appena lavorato.
Un guanto da saldatura può proteggere dal calore, ma non è detto che abbia il livello di taglio più adatto per movimentare lamiera viva tutto il giorno. Un guanto antitaglio può essere migliore sul bordo, ma non deve essere usato dove il rischio termico supera le sue prestazioni.
La scelta corretta può essere una combinazione: guanto da saldatura per saldare, guanto antitaglio/meccanico per movimentare lamiera, guanto idoneo a molatura per usare il flessibile.
La combinazione corretta in officina
SALDATURA MIG/MAG SU METALLO
Rischi:
calore
spruzzi
scintille
pezzi caldi
Guanto:
saldatore EN 12477,
tipo A o B secondo procedimento e destrezza richiesta,
con EN 407 coerente al rischio.
TAGLIO CON FLESSIBILE
Rischi:
presa sull’utensile
vibrazioni
schegge
abrasione
taglio da lamiera
scintille
Guanto:
meccanico/antitaglio idoneo,
buona presa,
EN 388 adeguato,
valutando anche calore e scintille.
MOLATURA / SBAVATURA
Rischi:
abrasione
scintille
bave
vibrazioni
controllo utensile
Guanto:
resistente ad abrasione,
buona presa,
sufficiente sensibilità,
non troppo largo.
MOVIMENTAZIONE LAMIERA ZINCATA
Rischi:
taglio
bave
spigoli vivi
scivolamento
Guanto:
antitaglio EN 388 adeguato,
con presa sicura e buona vestibilità.
PEZZI CALDI
Rischi:
ustione
calore residuo
Guanto:
termico adeguato,
con EN 407 coerente al rischio.
Questa è la logica: non il guanto unico, ma il guanto giusto per la fase giusta.
Cosa dovrebbe essere scritto in una procedura aziendale
Una procedura seria sui guanti dovrebbe chiarire:
- quali guanti usare per saldatura;
- quali guanti usare per taglio con flessibile;
- quali guanti usare per molatura e sbavatura;
- quali guanti usare per movimentare lamiera;
- quando cambiare guanto durante la lavorazione;
- come controllare il guanto prima dell’uso;
- quando sostituirlo;
- dove conservarlo;
- a chi segnalare guanti rotti o inadatti;
- cosa fare se il guanto peggiora la presa o il controllo;
- quali norme e livelli minimi sono richiesti per ogni mansione.
Senza procedura, il lavoratore finisce spesso a scegliere da solo tra guanti disponibili, abitudine e fretta. Ma la scelta del DPI non dovrebbe dipendere dal caso.
Formula utile per chiedere chiarimenti
Chiedo di verificare se i guanti attualmente forniti siano idonei alle diverse lavorazioni svolte: saldatura, taglio con flessibile, molatura, sbavatura e movimentazione di lamiera zincata. In particolare chiedo che venga chiarito se il guanto da saldatore utilizzato, ad esempio tipo Tegera 19 o equivalente, sia adatto anche all’uso continuativo del flessibile, oppure se sia necessario prevedere guanti diversi per garantire migliore presa, sensibilità, protezione meccanica, protezione dal taglio, resistenza all’abrasione e controllo dell’utensile.
Formula utile per la sostituzione dei guanti
Chiedo che venga definito un criterio chiaro per la sostituzione dei guanti da lavoro, considerando usura, tagli, buchi, cuciture aperte, bruciature, perdita di presa, contaminazione, indurimento del materiale e perdita delle prestazioni protettive. I guanti danneggiati o non più idonei non dovrebbero essere utilizzati come DPI.
Formula utile se il guanto peggiora il controllo del flessibile
Segnalo che il guanto attualmente utilizzato durante taglio e molatura con flessibile riduce sensibilità e controllo dell’utensile, aumentando la forza di presa e l’affaticamento di mano e polso. Chiedo che venga valutato un guanto più idoneo alla lavorazione, mantenendo adeguata protezione contro taglio, abrasione, scintille e rischi meccanici.
Approfondimento critico
Il guanto è spesso considerato il DPI più semplice. Si consuma, si cambia, si prende un altro paio. Ma in officina il guanto è il punto di contatto tra il corpo e il lavoro. Se è sbagliato, il problema si sente subito: la presa peggiora, il flessibile vibra di più nella mano, il pulsante richiede più forza, la lamiera scivola, il bordo si sente meno, la mano si stanca prima.
Un guanto da saldatore può proteggere bene dal calore e dagli spruzzi, ma non per questo diventa automaticamente il guanto migliore per ogni fase. Un guanto antitaglio può proteggere meglio da una lamiera viva, ma non per questo diventa adatto al calore della saldatura. Un guanto grosso può sembrare sicuro, ma se rende la mano goffa può aumentare il rischio nel controllo dell’utensile.
Il guanto sbagliato non è solo un DPI imperfetto. È un filtro sbagliato tra la mano e il rischio.
La sicurezza non sta nel coprire la mano. Sta nel proteggerla senza toglierle controllo.
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- Guanti EN 388 antitaglio per lamiera
- Guanti da saldatore EN 12477
- Guanti EN 407 per calore e saldatura
- Libri e manuali sul D.Lgs. 81/2008
- Quaderni per segnalazioni di sicurezza e DPI
Fonti principali consultate
- D.Lgs. 81/2008, art. 74, definizione di DPI
- D.Lgs. 81/2008, art. 75, obbligo di uso dei DPI
- D.Lgs. 81/2008, art. 77, obblighi del datore di lavoro sui DPI
- D.Lgs. 81/2008, art. 20, obblighi dei lavoratori
- Regolamento UE 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale
- MAPA Professional, norma EN 388 per rischi meccanici
- Sir Safety System, norma EN 12477 per guanti da saldatore
- Certifico, guanti di protezione per saldatori EN 12477
- Ejendals, TEGERA Welding 19
- Scheda tecnica PDF TEGERA 19
- Istruzioni d’uso guanti Ejendals Tegera 19
Non esiste il guanto giusto per tutto.
Non esiste il guanto giusto per tutto. In officina il guanto va scelto in base alla fase: saldatura, taglio con flessibile, molatura, sbavatura, movimentazione lamiera, pezzi caldi. Un guanto da saldatore come il Tegera 19 può essere adatto alla saldatura e ai rischi termici per cui è certificato, ma non va considerato automaticamente il migliore per usare il flessibile o manipolare lamiera tagliente tutto il giorno.
Cambiare guanti tra saldatura e molatura può essere sensato quando cambia il rischio. Il guanto da saldatore protegge da calore e spruzzi, ma può ridurre sensibilità e controllo. Per il flessibile serve un guanto che protegga da abrasione, taglio, presa e scintille senza rendere la mano goffa. Per la lamiera zincata serve protezione contro bordo vivo e bave. Per pezzi caldi serve protezione termica adeguata.
I guanti non vanno cambiati a calendario fisso valido per tutti. Vanno cambiati quando sono consumati, bucati, tagliati, bruciati, induriti, contaminati, scivolosi, con cuciture aperte o non più idonei. La legge impone che i DPI siano scelti, mantenuti efficienti, igienici e sostituiti quando necessario. La mano non va semplicemente coperta. Va protetta nel modo giusto.