La vera storia dietro il mito del "Pifferaio Magico di Hamelin": nella cittadina tedesca una vetrata antica e i registri comunali medievali iniziano davvero a contare gli anni "dalla partenza dei nostri 130 bambini il 26 giugno 1284", un mistero storico reale su cui indagano gli studiosi da sette secoli!
Approfondimento
Tutti conosciamo la fiaba del **Pifferaio Magico di Hamelin** resa immortale dai fratelli Grimm, da Goethe e da Robert Browning: la città infestata dai topi, il misterioso musicista vestito con abiti multicolori che con il suono del suo flauto attira tutti i ratti nel fiume Weser facendoli annegare, i cittadini avari che si rifiutano di pagargli il compenso pattuito e la terribile vendetta del Pifferaio, che torna in città suonando una melodia ipnotica con cui porta via per sempre tutti i bambini del paese dentro una caverna nella montagna.

Ciò che lascia di stucco chi visita oggi la vera cittadina di **Hameln** (nella Bassa Sassonia, in Germania) è scoprire che la parte sui topi fu aggiunta dai narratori solo tre secoli dopo (nel Cinquecento), ma **la sparizione improvvisa di 130 bambini e ragazzi di Hamelin in un singolo giorno d'estate del Medioevo è un fatto storico documentato nei registri ufficiali della città!**

La più antica testimonianza scritta risale al **1384** nei registri comunali di Hamelin, dove una riga glaciale annota: *«Sono passati 100 anni da quando i nostri bambini se ne sono andati»*. Sulla facciata della *Rattenfängerhaus* (la Casa dell'Acchiappatopi, del 1602) e in un'antica vetrata policroma realizzata intorno al **1300** nella chiesa del mercato di Hamelin (descritta in diversi manoscritti prima di andare distrutta nel Settecento) era riportata la cronaca precisa con la data esatta: **«Nell'anno 1284, nel giorno dei Santi Giovanni e Paolo, il 26 di giugno, da un pifferaio vestito di tutti i colori furono sedotti 130 bambini nati ad Hameln e andarono perduti presso il monte del Calvario (Koppen)»**. Ancora oggi a Hamelin esiste una strada storica chiamata *Bungelosenstraße* ("la via senza tamburi"), lungo la quale i bambini passarono per l'ultima volta e dove, per un antico decreto municipale tuttora rispettato, è severamente vietato per legge suonare musica o ballare, persino quando passa un corteo nuziale!

Ma cosa accadde davvero a quei 130 giovani il 26 giugno 1284? Gli storici moderni (come Jürgen Udolph e Wolfgang Mieder) hanno escluso un incidente o un'epidemia (in quel caso i cronisti avrebbero scritto che i ragazzi erano *morti*, non che *se ne erano andati* dietro a un uomo vestito di colori sgargianti!). La spiegazione storica più solida e affascinante è quella dell'**"emigrazione organizzata verso l'Est"** (*Ostsiedlung*): alla fine del Duecento i nobili e i vescovi che stavano colonizzando le terre spopolate della Pomerania, della Prussia, della Moravia e della Transilvania inviavano nelle città sovrappopolate della Germania occidentale dei "reclutatori" (*locatores*) vestiti con abiti sfarzosi e accompagnati da musica per convincere i ragazzi giovani ("i figli di Hamelin", cioè i giovani cittadini senza eredità) a partire tutti insieme per fondare nuovi villaggi a est, dove in effetti proprio dopo il 1284 compaiono improvvisamente negli archivi storici gli stessi identici cognomi delle famiglie di Hamelin.
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