Il "Fungo dell'Immortalità Siberiano" o "Chaga" (*Inonotus obliquus*): cresce nelle foreste gelide di betulle a -40 gradi somigliando a un pezzo di carbone nero bruciato sulla corteccia, è uno degli alimenti con il più alto potere antiossidante mai misurato sulla Terra (scala ORAC) ed era già nella borsa di "Ötzi", l'Uomo del Similaun di 5.300 anni fa!
Approfondimento
Se camminate d'inverno nelle foreste boreali di **betulle bianche** della Siberia, della Scandinavia, del Canada o sulle Alpi più alte, a unatemperatura che scende regolarmente a **meno 40 gradi sotto zero**, potreste notare sui tronchi candidi delle grosse escrescenze nere, dure e screpolate che sembrano in tutto e per tutto un pezzo di carbone bruciato o di lava solidificata uscito da un incendio. Non è legno bruciato, ma uno dei funghi più straordinari e studiati del pianeta: l'***Inonotus obliquus***, universalmente conosciuto con il suo nome russo e siberiano di **"Chaga"** (soprannominato dai popoli della taiga *"il Dono di Dio"* o *"il Diamante della Foresta"*).
Quella massa nera esterna (chiamata *sclerozio*) deve il suo colore scuro come la pece a un'altissima concentrazione di **melanina**, mentre se la si taglia all'interno rivela un cuore legnoso di un caldo colore arancione-dorato brillante. Poiché cresce lentissimo assorbendo per quindici o vent'anni la linfa vitale e l'**acido betulinico** direttamente dalla corteccia della betulla (trasformando l'acido betulinico della pianta, che l'intestino umano non riuscirebbe ad assorbire, in una forma perfettamente biodisponibile!), il Chaga sviluppa una concentrazione di polifenoli, superossido dismutasi (SOD) e antiossidanti che nei test di laboratorio per la capacità di neutralizzare i radicali liberi (scala **ORAC**) supera di decine di volte i mirtilli, il melograno e le bacche di açai!
Per secoli i cacciatori siberiani Khanty e i boscaioli russi ne hanno bollito i frammenti nell'acqua per preparare un infuso scuro dal sapore morbido e vanigliato simile al caffè o al tè nero (durante la Seconda Guerra Mondiale in Finlandia divenne il sostituto nazionale del caffè, chiamato *"Tikka-tee"*), e nel 1968 il premio Nobel russo **Aleksandr Solženicyn** lo rese celebre in tutto l'Occidente nel suo romanzo autobiografico *Padiglione cancro*.
Ma il rapporto tra l'uomo e i funghi delle betulle nasconde una scoperta archeologica sbalorditiva avvenuta proprio in **Italia**: quando nel settembre **1991** sulle Alpi Venoste al confine tra Alto Adige e Austria a 3.210 metri di quota fu ritrovata nel ghiacciaio la mummia intatta di **"Ötzi" (l'Uomo del Similaun, vissuto nel 3300 a.C., oltre 5.300 anni fa!)**, gli archeologi trovarono appesi alla sua cintura e nella sua borsa **due diversi funghi dei boschi di betulla**: due pezzi di **Fungo della Betulla** (*Fomitopsis betulina*, infilati su una striscia di cuoio come una "farmacia portatile" perché questo fungo contiene *acido poliporenico*, un potente vermifugo e antibatterico naturale che Ötzi assumeva per curare i parassiti intestinali trovati nel suo colon!) e quattro pezzi di **Fungo Esca** (*Fomes fomentarius*) conservati nel borsello insieme alla pirite e alla selce, le cui fibre interne spugnose permettevano all'uomo preistorico di catturare una singola scintilla e trasportare la brace accesa per giorni sotto la neve!
Quella massa nera esterna (chiamata *sclerozio*) deve il suo colore scuro come la pece a un'altissima concentrazione di **melanina**, mentre se la si taglia all'interno rivela un cuore legnoso di un caldo colore arancione-dorato brillante. Poiché cresce lentissimo assorbendo per quindici o vent'anni la linfa vitale e l'**acido betulinico** direttamente dalla corteccia della betulla (trasformando l'acido betulinico della pianta, che l'intestino umano non riuscirebbe ad assorbire, in una forma perfettamente biodisponibile!), il Chaga sviluppa una concentrazione di polifenoli, superossido dismutasi (SOD) e antiossidanti che nei test di laboratorio per la capacità di neutralizzare i radicali liberi (scala **ORAC**) supera di decine di volte i mirtilli, il melograno e le bacche di açai!
Per secoli i cacciatori siberiani Khanty e i boscaioli russi ne hanno bollito i frammenti nell'acqua per preparare un infuso scuro dal sapore morbido e vanigliato simile al caffè o al tè nero (durante la Seconda Guerra Mondiale in Finlandia divenne il sostituto nazionale del caffè, chiamato *"Tikka-tee"*), e nel 1968 il premio Nobel russo **Aleksandr Solženicyn** lo rese celebre in tutto l'Occidente nel suo romanzo autobiografico *Padiglione cancro*.
Ma il rapporto tra l'uomo e i funghi delle betulle nasconde una scoperta archeologica sbalorditiva avvenuta proprio in **Italia**: quando nel settembre **1991** sulle Alpi Venoste al confine tra Alto Adige e Austria a 3.210 metri di quota fu ritrovata nel ghiacciaio la mummia intatta di **"Ötzi" (l'Uomo del Similaun, vissuto nel 3300 a.C., oltre 5.300 anni fa!)**, gli archeologi trovarono appesi alla sua cintura e nella sua borsa **due diversi funghi dei boschi di betulla**: due pezzi di **Fungo della Betulla** (*Fomitopsis betulina*, infilati su una striscia di cuoio come una "farmacia portatile" perché questo fungo contiene *acido poliporenico*, un potente vermifugo e antibatterico naturale che Ötzi assumeva per curare i parassiti intestinali trovati nel suo colon!) e quattro pezzi di **Fungo Esca** (*Fomes fomentarius*) conservati nel borsello insieme alla pirite e alla selce, le cui fibre interne spugnose permettevano all'uomo preistorico di catturare una singola scintilla e trasportare la brace accesa per giorni sotto la neve!


